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Finirà l’estate, arriverà l’inverno e ricomincerà tutto di nuovo. Ma sarai la felicità perenne che non mi toglierà mai l’estate. E ci voglio provare: non è bello non innaffiare rose per paura che muoiano. Voglio dare loro tutta l’acqua del mondo allora, quella che serve, e tutto quello che serve per farle sopravvivere. Non ci penserò, c’è sempre un treno per il ritorno a qualunque destinazione arrivi, puoi restare o ripartire, e non ha senso non partire per paura di non poter tornare indietro, siamo liberi di tutto.
“Chi se ne fotte” scriverò su tutte le pareti di casa Paure, e si trasferiranno, via, via lontano da me. Parassiti. Il bello? È già successo. E non ho bisogno di imprimere me stessa di non-coscienza, perché è amaro, e quello è solo il barattolo, io sono la marmellata. E una volta erano tutti insieme, ora sono separati. E mentre tu ti gusti la marmellata, io propongo il mio orrido barattolo vitreo e freddo agli altri, che piace perché dà espressione di solidità-non cambiamento, e io ero solo barattolo, e “chi se ne fotte”, scriverò sul barattolo. La cosa che mi interessa di più è continuare a farti gustare solo la marmellata e darti felicità. Mi sono buttata da un burrone sfidando la gravità, e la gravità è diretta al cielo, volo, non precipito. E volerò. Chi se ne fotte. E la mia testa è piena, riesco solo a far uscire gocce di parole, ma non ho fretta, ho te.

Agosto 23rd with 1 nota | reblog

La lanterna volante, un ricordo. La osservi, lei si allontana nel cielo. Si fa sempre più piccola, poi scompare.

La lanterna volante, qualcosa di cui liberarsi. Ti è molto vicina all’inizio, poi se ne va. Se ne va, e quando non la vedrai più, sarai libero.

La lanterna volante, qualcosa e qualcuno di caro. È nelle tue mani, poi la lasci andare. La osservi. La vedi allontanarsi. Poi la perdi di vista.

E intanto, la lanterna volante se ne va, leggera, volando sull’edera delle persone, guardandoli dall’alto, respirando piano.

Agosto 20th | reblog

Si sente il suono delle campane in lontananza, portato dal vento. E mentre sei in queste mura, là fuori oscillano col vento le cose perse. Immagini il posto in cui giacciono tremanti al buio.

E i momenti passati, ora dove sono? La mente li fissa nel posto in cui sono stati creati. E tornando in quel posto, li puoi rivedere. Ma sono come fantasmi irraggiungibili.

Agosto 12th with 1 nota | reblog

Gesti impulsivi

Partirei per San Diego domani, oggi stesso, per cambiare vita, per separarmi da qui con un oceano di distanza, un oceano di distanza da me. Poi arrivata lì me ne pentirei, e non ha senso scappare e non risolvere niente.

È bello farsi male e non ricevere del male.

Luglio 20th with 1 nota | reblog

Le band sono come i fidanzamenti

Going Nowhere (mio ex gruppo pop punk) che si sciolgono = storia d’amore che finisce.

Batterista dei Going Nowhere che ci raduna insieme ad altri per registrare un CD da regalare = l’ex che proprio quando l’hai dimenticato/a, stai bene e non te ne frega più di lui/lei, torna a farsi sentire.

Luglio 11th with 2 note | reblog

Binari sotterranei

Stavo aspettando un treno oggi, quindi, per ammazzare il tempo, ho deciso di andare ai nuovi binari sotterranei della stazione di Bologna e vedere cosa c’è.

Sono scesa parecchio e alla fine sono arrivata. Ecco, lì sotto, se osservate bene, c’è un’atmosfera particolare, identica a quella degli aeroporti. Osservare la gente pronta alla partenza è stato come vedere un’opera d’arte. Non riesco a spiegarmi, è un’esperienza da provare. È gente che sta per vedere cose diverse, sta per cambiare aria, sta per staccarsi dalla vita quotidiana per un po’, o che ci sta tornando, o che addirittura quella è la sua vita quotidiana.

Mi sale ancora di più la voglia di prendere un treno a caso (se avessi i soldi un aereo). Quest’estate lo farò.

Giugno 19th | reblog

Tempo fa dicevo sempre che essere astemi voleva dire avere una specie di malattia. Un po’ come essere allergici al cioccolato.

Le notti di temporale estive sono inquietanti e belle. Quindi sfrutto questa occasione per rimuginare su questo grosso cambiamento che ho fatto.

Anche stasera ho provato a “guarire dall’essere astemia”, ma ogni volta che mi bagnavo le labbra con qualcosa mi venivano i brividi, l’odore di alcool mi faceva venire il vomito, la birra mi dava la nausea.

Tempo fa bevevo lo stesso anche se mi faceva schifo, solo perché dovevo ubriacarmi. Sì, dovevo, perché era più forte di me. Non potevo uscire sobria da una festa. Se a una festa non c’era dell’alcool io non mi divertivo, pensavo di potermi divertire solo con l’alcool. Se avessi dovuto scegliere tra due feste, una coi miei migliori amici ma senza alcool, una con della gente di merda ma con alcolici, avrei scelto la seconda senza nemmeno pensarci.

Poi sono iniziati i problemi, amici, band, ragazzo, hanno iniziato a “chiedermi di chiudere” (per dirla breve). Nonostante ciò la voglia c’era ancora, e a volte mi veniva in mente il sapore di alcool e una gran voglia di spaccarmi, e ancora non riuscivo a rinunciare.

A farmi smettere del tutto sono stata solo io e, non so come, ma mi dà fastidio tutto. Se penso agli alcolici mi viene male, non riesco più a bere, non ho più voglia di bere, non mi interessa proprio più. E non capisco cosa pensavo prima.

Solo che non voglio essere astemia. Mi sta facendo male questa cosa perché penso che se mai un giorno avrò bisogno di bere per qualcosa (nonostante tutto sono sempre molto instabile, non ho moltissimi amici, quelli veri sono cambiati..), non potrò. Mi consolano le strade alternative come l’erba. Anche se non dovrebbe, insomma, sono ancora in una fase di passaggio.

Giugno 14th with 1 nota | reblog

È tempo di moderarsi.

zonasperduta:

Oggi mi hanno minacciata di buttarmi fuori dal gruppo se berrò da finire quasi in coma etilico un’altra volta. E non posso.

Ahahah, fanculo, potevo continuare a bere. Tanto poi il gruppo si è sciolto e non abbiamo combinato un cazzo.

Giugno 9th with 1 nota | reblog

I sempre-in-piedi, quando avevo sei anni, mi davano un fastidio bestiale.

Io li piegavo, cercavo di buttarli a terra, ma loro niente: tornavano su, nonostante io ci avessi provato con tutte le mie forze. Tornavano su con quell’espressione felice e tosta sulla faccia. E mi guardavano ondeggiando, ma non cadendo mai. Non facevano mai quello che volevo. Bastardi.

E siamo sempre qui. Nonostante le mie forze per piegare tutto. Basta adesso.

Giugno 9th | reblog

Un egocentrico resoconto

Volevo scrivere qualcosa di ignorante come ai tempi di quando bevevo, ma non ho sbronze da raccontare. Nè disavventure con pazzi scatenati. Nè litigate con il gruppo (che si è sciolto, tralaltro).

Voglio dunque nei prossimi giorni tirare fuori tutto il mio disagio, perché ce n’è tanto come al solito, prolifera, anche in assenza di alcool e amici.

E il mio tumblr avrà tantissimi post, perché nessuno mi chiede di uscire e non ho voglia di fare nulla.

Si vede che ho smesso di bere. Non mi vuole più nessuno. Non sono più divertente, ho finito.

Giugno 9th with 1 nota | reblog